I rischi del naturale

Creato: Giovedì, 13 Settembre 2012

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Piante e derivati sono impiegati in molti modi diversi a scopo preventivo e curativo: possono essere parte della dieta o essere assunti come estratti, tisane, decotti o tinture. In ogni caso è importante ricordare sempre che l’'effetto benefico è legato al corretto dosaggio, non sempre facile da determinare con precisione nei prodotti in commercio (tranne ovviamente quelli distribuiti in farmacia e titolati, cioè nei quali è stato stabilito con analisi chimiche il tasso di principio attivo), e che occorre evitare gli eccessi. Facciamo chiarezza.

Non bisogna infatti dimenticare che tutto ciò che agisce sui delicati equilibri dell’organismo può anche causare danni. Sono assai numerose le piante che possono avere effetti anche molto potenti. E sono molte anche quelle che vengono oggi impiegate come ingrediente principale di farmaci salvavita: un esempio tra i tanti è quello del tassolo, un potente agente usato nelle chemioterapie anticancro, derivato dalla pianta del tasso. I suoi primi impieghi in questo ambito risalgono agli anni Sessanta, e da allora l'’estratto naturale è stato modificato dai farmacologi in modo da renderlo più efficace e potente contro le cellule del cancro e ridurre gli effetti collaterali sul resto dell’organismo. È solo un esempio, ma molti altri farmaci (dalla belladonna all’acido salicilico), oggi prodotti con sintesi chimiche, derivano dallo studio dei principi attivi contenuti nelle piante.

Avvelenamenti e reazioni avverse

Quando in casa ci sono prodotti fitoterapici è bene conservarli in modo che rimangano fuori della portata dei bambini, poiché possono essere fonte di veri e propri avvelenamenti molto più di quanto si pensi. La casistica raccolta negli ultimi anni dal Centro antiveleni dell’'Ospedale Niguarda di Milano (che ogni anno riceve complessivamente circa 60mila chiamate per sospetto avvelenamento) segnala infatti che non di rado all’origine di avvelenamenti più o meno gravi possono esserci i prodotti erboristici, e in particolare gli oli essenziali, persino quando provengono da piante non tossiche. Oltre a causare irritazione e vere e proprie ustioni delle mucose, l’ingestione di quantitativi modesti di oli essenziali può provocare danni a fegato e reni, danni neurologici con convulsioni, stato confusionario, intontimento e addirittura coma. Cautela va usata anche quando si prova un prodotto nuovo, soprattutto se la provenienza non è chiara e l’etichetta non appare molto dettagliata: sempre la casistica del Niguarda riferisce un elevato numero di reazioni pericolose causate dall’assunzione inconsapevole di piante con effetti allucinogeni. Non di rado capita che si trovino in vendita attraverso i canali alternativi prodotti non sufficientemente purificati, in cui accanto all’erba indicata in etichetta ne sono presenti altre (o addirittura sono presenti metalli pesanti, pestidici, micotossine e agenti patogeni vari) o adulterati illegalmente, anche con l'’aggiunta di farmaci di sintesi. Ma nel caso dell’automedicazione anche l’'uso inappropriato, per dosaggio eccessivo o per durata eccessiva, di prodotti di ottima qualità può causare effetti collaterali.


grassitelli-valentina-rimedi-naturaliInfine, non va mai dimenticato che anche per le piante – proprio come per i farmaci le reazioni indesiderate possono venir fuori a causa delle interazioni legate all’assunzione concomitante di altri prodotti, erboristici o farmaceutici. Nella tabella sono elencate le dieci piante più spesso coinvolte in reazioni avverse, secondo le segnalazioni raccolte dal Centro di monitoraggio dell’'Oms di Uppsala, in Svezia. Per avere un quadro sempre più chiaro dei rischi potenziali, sono state attivate in molti Paesi delle reti di fitovigilanza.


Interazioni coi farmaci per il cuore

Chi soffre di un disturbo cardiaco deve consultarsi con il medico prima di assumere rimedi a base di erbe, perché sono numerose le interazioni note con alcune classi di farmaci usate proprio per il cuore. In alcuni casi, queste interazioni possono esporre a pericoli gravi. Negli Stati Uniti è stato stimato che circa un quarto degli adulti che assumono farmaci soggetti a prescrizione, amano anche prendere vari tipi di preparati a base di erbe. Questa percentuale cresce ulteriormente tra gli anziani, che spesso sono in terapia per più di una ragione, tra cui disturbi circolatori o del ritmo cardiaco.

naturopata_bari_fitoterapiaLa Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) ha di recente messo in guardia in particolare sulle molte interazioni cui è soggetto uno dei più comuni farmaci anticoagulanti orali, il warfarin, la cui efficacia è pesantemente modificata da molte piante tra le più usate in erboristeria, tra cui: dan shen (Salvia miltiorrhiza), dong quai (Angelica sinensis), evening primrose oil (olio di enotera), aglio, ginkgo, ginseng e l’'erba di San Giovanni (iperico).
La raccomandazione di informare sempre il medico prima di iniziare a prendere supplementi o rimedi fitoterapici nasce dal fatto che, spesso, le erbe possono modificare sensibilmente l’attività dei farmaci, riducendone l’efficacia o potenziandone gli effetti, con conseguenze potenzialmente pericolose. Anche quando il medico approva l’'uso
combinato dei farmaci prescritti e delle erbe, oltre a rispettare attentamente i dosaggi è sempre opportuno tenere d’occhio tutti i segnali e i sintomi che dovessero comparire, e in particolare le eventuali manifestazioni di tachicardia (accelerazione del battito cardiaco), calo di zuccheri o sbalzi di pressione.


In gravidanza e allattamento.
Nel periodo delicato della gravidanza e dell’allattamento, l’uso di tisane e integratori naturali potrebbe portare con sé fastidi evitabili con qualche semplice accorgimento. Per questo di recente la Commissione unica per la dietetica e la nutrizione del ministero della Salute ha raccomandato di non dare per scontato che l’origine naturale sia una garanzia di sicurezza, di leggere sempre attentamente le indicazioni dell’etichetta e, in caso di uso regolare e frequente di prodotti a base di erbe, di consultare preventivamente il medico. Sempre secondo la Commissione ministeriale, analoga raccomandazione dovrebbe essere riportata in etichetta per gli integratori alimentari utilizzabili nella prima infanzia, soprattutto prima dei tre anni: «Per l’uso del prodotto si consiglia di sentire il parere del medico».


Erbe con più effetti collaterali:

  • Senna (Senna alessandrina Mill, Senna angustifolia)
  • Iperico (Hypericum perforatum L.)
  • Ginkgo (Ginkgo biloba L.)
  • Menta (Mentha piperita L.)
  • Balsamo del Perù (Myroxylon pereirae)
  • Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.)
  • Tabacco (Nicotiana tabaccum L.)
  • Enotera (Oenothera biennis L.)
  • Echinacea (Echinacea spp.)
  • Plantago ovata (Plantago ovata Forsk)

 

Fonte: Ok Salute

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