Disbiosi intestinale

Categoria principale: Tecniche Creato: Giovedì, 10 Giugno 2010

disbiosi_naturopatiaUno degli organi più spesso implicati nella perdita del benessere è l’intestino. La disbiosi  è l’alterazione del normale equilibrio della flora batterica (dell’intestino). La digestione riveste un ruolo fondamentale tanto dal punto di vista fisico come da quello psicologico. L’intestino, ovvero il canale digerente, comincia con la bocca e termina con l’ano, ne fanno parte anche il fegato e il pancreas. Ogni porzione del canale digerente ha delle funzioni ben precise e ha collegamenti col resto dell’organismo e col sistema immunitario e con la psiche. Dopo l’introduzione del cibo, già in bocca, inizia il processo della digestione: il compito che l’intestino assume è quello di assorbire il necessario ed espellere l’inutile sotto forma di feci.
Si può quindi dedurre quanto sia importante un buon equilibrio della flora batterica intestinale.

 

La disbiosi intestinale è caratterizzata da alcuni sintomi ben definiti:

- Cattiva digestione

- Gonfiore

- Stitichezza alternata a diarrea
- Stanchezza mattutina

- Disturbi del sonno

- Candidosi vaginale
- Infezioni del cavo orale

- Aerofagia ed eruttazioni fastidiose

- Intolleranze alimentari


Le cause della disbiosi


colon_naturopatia

- Una dieta poco equilibrata, sia sotto il profilo qualitativo sia sotto l’aspetto della distribuzione dei pasti nel corso della giornata e delle modalità di assunzione, spesso pasti eccessivamente rapidi, cattiva masticazione, un errato abbinamento degli alimenti, un’errata metodologia nella preparazione dei pasti, le materie prime che hanno perso la genuinità originaria per via di processi di preparazione industriali. Da non sottovalutare poi la circostanza che l’uomo è l’unico mammifero che dopo lo svezzamento continua a bere il latte.


- Uno stile di vita irregolare altera il ritmo sonno-veglia, con ripercussioni negative sulla funzionalità intestinale. Per esempio, nell’irregolarità, si consumano pasti abbondanti alla sera tardi, e ci si va a dormire sempre più tardi non permettendo all’intestino di riposare correttamente.

- L’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici, non solo accentuano l’espressione sintomatologica della disbiosi intestinale, ma ne sono anche la fonte, a causa del danneggiamento dagli stessi indotto sulla flora batterica.

- Cause patologiche: malattie infettive, e particolarmente, dell’intestino dovute ad agenti infettivi e parassitosi.

- Cause psicologiche: Ogni situazione stressante influisce sulla motilità dell’intestino. Basti pensare al colon irritabile, alle gastriti, ai gonfiori addominali. Per non parlare di certe diarree da paura vera o prevista. L’insoddisfazione, la rabbia e la paura, solo per citare alcuni dei nostri sentimenti correnti, influiscono sul nostro intestino e, naturalmente, aiutano all’instaurarsi delle disbiosi.

- Cause inquinanti: sono legate, non solo a quello che mangiamo, ma anche a ciò che circonda. Ad esempio molti coloranti e additivi usati sempre più frequentemente per conferire agli alimenti un bel aspetto e per garantire una lunga conservazione. Non sono da sottovalutare i contenitori di alimenti (p. es. succhi di frutta) rivestiti di alluminio (che è un metallo tossico) o i coperchietti (di alluminio) dello yogurt, l’acqua minerale contenuta in bottiglie di plastica e la semplice acqua del rubinetto è sovente addizionata a cloro.

 

Classifichiamo due tipologie di disbiosi dal punto di vista metabolico:


1. Disbiosi putrefattiva, favorita da una dieta eccessivamente ricca in grassi e carni, povera in fibre. I sintomi sono stipsi con feci chiare, gonfiore addominale, lingua con patina biancastra. È consigliabile una riduzione di grassi e carne dalla dieta ed aumentare le fibre.

2. Disbiosi fermentativa, si può esplicare a fronte di un eccesso di carboidrati alimentari ed è caratterizzata da un’accentuata fermentazione batterica causando maldigestione.
Sintomi tipici: gonfiore di pancia, flatulenza, diarrea alternata a stitichezza, sensazione di malessere.


Le principali conseguenze della disbiosi


disbiosi_nutrizione_naturopatiaL’intestino quando perde il suo equilibrio va incontro a vere e proprie patologie che comportano danni all’organismo:

Patologie locali: le coliti croniche; il morbo di Crohn e la colite ulcerosa; le poliposi intestinali; le diverticolosi, le neoformazioni tumorali.
Patologie epatiche: l’insufficienza epatica e la cirrosi fino all’ ipertensione portale.

Patologie dismetaboliche: il diabete mellito
Patologie immunitarie: le allergie e le intolleranze alimentari; i disturbi reumatici.
Patologie psicosomatiche: gli stati depressivi.
Patologie circolatorie: le insufficienze venose agli arti inferiori; le sindromi emorroidarie; l’aterosclerosi e l’ipertensione arteriosa conseguente.


Il test della disbiosi



È possibile individuare la disbiosi intestinale attraverso un test sulle urine, che consente di evidenziare l’eccesso o l’assenza di metaboliti derivati dalle attività metaboliche intestinali. Il test rileva la presenza nelle urine di due metaboliti del triptofano: l’indolo e lo scatolo. Il test della disbiosi intestinale, permette di valutare lo stato e l’equilibrio dei batteri presenti nell’intestino e permette di instaurare un protocollo di pulizia e disintossicazione del colon, e una successiva riparazione della mucosa e ripristino infine della flora batterica.


Trattamento Disbiosi



intestino_flora_naturopatiaPer ripristinare la flora batterica in modo parziale sono indispensabili almeno 3 settimane di terapia eubiotica supplementare in associazione all’alimentazione.

Per ripristinare l’eubiosi occorre:

- Ripristino metabolico. Regolare le funzioni digestive. Condizionare la flora intestinale con prebiotici.


- Condizionare e nutrire la flora intestinale con pre e probiotici (fermenti lattici).
- Promuovere la respirazione ed il ricambio cellulare.


Prevenzione disbiosi


Nel colon vi è una notevole flora batterica che può essere soggetta a modificazioni che la rendono molto dannosa per la salute. Una flora equilibrata è molto utile all'organismo e crea una condizione di equilibrio che prende il nome di "eubiosi". Per mantenere uno stato di eubiosi bisogna cominciare a eliminare alcuni fattori stressanti e tornare a una alimentazione sana e variata; masticare più lentamente (risulterebbe ottimale masticare anche i brodi) diminuire l’assunzione di antibiotici; arrivare a conoscere gli alimenti ai quali si è intolleranti; aiutarsi con ottimi fermenti lattici per aiutare la flora intestinale a ritornare normale. Questi potrebbero essere i primi passi per riportare l’intestino al benessere. Se ne avvantaggerà il nostro umore, avremo meno disturbi, meno acciacchi e ne godrà il sistema immunitario. Non ci saranno risultati immediati. E’ come l’agricoltura: se in agricoltura si vogliono delle piante che diano dei buoni frutti, nel coltivarle si deve essere costanti e avere tanta pazienza.

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Commenti   

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